Il progetto
Una copertura di grande luce progettata attraverso modelli FEM
La copertura della Main Stand costituisce uno degli elementi strutturali più significativi dello Stadio Benito Stirpe. L’opera si sviluppa su una superficie di circa 41,5 × 80 metri ed è sostenuta da due telai reticolari principali in acciaio.
Ciascun telaio è formato da pilastri reticolari e da una trave principale a sezione trasversale variabile, con altezza massima di circa 8 metri e lunghezza prossima a 100 metri.
La progettazione ha richiesto una modellazione tridimensionale capace di rappresentare il comportamento globale della struttura, gli effetti del vento, i fenomeni di instabilità, le condizioni temporanee di montaggio e le successive fasi di collaudo.
Concezione strutturale
Telai reticolari, orditura secondaria e fondazioni su pali
Travi principali
Due grandi travi reticolari a sezione variabile costituiscono il sistema resistente principale e trasferiscono le azioni ai pilastri laterali.
Pilastri reticolari
I sostegni principali sono costituiti da elementi tubolari disposti nello spazio e collegati mediante correnti e diagonali.
Orditura di copertura
Travi secondarie e arcarecci metallici sostengono il pacchetto di copertura e distribuiscono le azioni alle strutture reticolari principali.
Fondazioni profonde
La struttura è fondata mediante plinti in cemento armato su pali, dimensionati per trasferire al terreno le azioni verticali e orizzontali.
Analisi e verifiche
Dal modello globale ai dettagli locali
Modellazione tridimensionale
Rappresentazione completa dei telai principali, dell’orditura secondaria, dei vincoli e delle fondazioni.
Analisi modale e dinamica
Studio delle forme modali, delle frequenze proprie e della risposta della copertura alle azioni variabili.
Instabilità globale e locale
Valutazione dei carichi critici e controllo del comportamento delle aste compresse e delle strutture reticolari.
Azioni del vento
Applicazione delle distribuzioni di pressione e valutazione delle condizioni di sollevamento e delle combinazioni più gravose.
Modelli locali
Approfondimento dei nodi, delle basi, delle piastre e delle zone maggiormente sollecitate.
Fasi di montaggio e collaudo
Controllo delle configurazioni temporanee, delle operazioni di varo e delle prove finali.
Modellazione FEM
Un modello che evolve insieme al progetto e al cantiere
Modello generale
Il modello globale consente di interpretare il percorso delle azioni, la distribuzione delle rigidezze e l’interazione tra i diversi sottosistemi strutturali.
Modelli parziali
Schemi semplificati e modelli locali sono stati impiegati per controllare i risultati e approfondire i fenomeni maggiormente sensibili.
Verifica incrociata
Le analisi numeriche sono state confrontate con valutazioni teoriche, controlli manuali e risultati delle prove sperimentali.
Supporto al cantiere
La modellazione ha accompagnato le decisioni relative al montaggio, al sollevamento delle travi e alle condizioni temporanee di vincolo.
Galleria tecnica
Struttura realizzata, modelli e fasi costruttive
Risultato
Una grande copertura verificata dal progetto al collaudo
La progettazione integrata, il controllo dei fenomeni di instabilità e l’analisi delle fasi costruttive hanno consentito di accompagnare l’opera dalla definizione strutturale fino al montaggio e al collaudo.